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«Passaggio a Nord-Ovest» | Nel regno dei ghiacciai di Bylot: cento ore senza incontrare una barca

di Lorenzo Cremonesi

Si avvicina la fine del nostro viaggio, mentre ci prepariamo a uscire dalle acque canadesi circondati dagli iceberg

TAY BAY (Canada settentrionale) – La mattina del 27 agosto i ghiacciai che sboccano sul canale di Navy Board Inlet s’illuminano di luce purissima. Gli scenari attorno alla nostra barca mutano nuovamente in modo drastico. Dove ieri e solo poche ore fa prevalevano onde nervose nel liquido scuro, nebbie persistenti sul livello del mare e sfilacciate in quota, oltre a venti freddi da nord, oggi domina calma piatta. In un universo luminoso, che corona le montagne dei parchi naturali e delle zone protette canadesi di riflessi diafani destinati a sfalsare la percezione delle distanze, il nostro senso della direzione e della natura delle cose viene messo duramente alla prova. Lasciando il golfo protetto di Tay Bay, dove abbiamo trascorso le ultime 48 ore, lo scafo, per la prima volta in questa navigazione, ha infranto il sottile strato di ghiaccio generato nelle ore più fredde. Non era mai avvenuto dal momento del nostro arrivo in Alaska agli inizi di giugno. Per i marinai-esploratori dell’Ottocento questi fenomeni rappresentavano i segnali-avvisaglia del rapido cambiamento di stagione: entro i primi

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