di Fabio Savelli
Il 93% dei forfettari vicini al tetto rinuncia a nuovi lavori o rinvia fatture e consegne per non passare al regime ordinario. Il 55% sposta gli incassi all’anno successivo, il 39% si ferma. La proposta del governo
La corsa è a fermarsi prima di tagliare il traguardo. Per le partite Iva in regime forfettario, avvicinarsi agli 85 mila euro di fatturato può trasformarsi in un incentivo a rallentare, rinviare nuovi incarichi e, in alcuni casi, spostare ricavi all’anno successivo. Per questo il governo pensa di innalzare la soglia a 100mila euro per il regime forfettario con l’obbligo però di versare l’Iva per la quota eccedente. Attualmente ci troviamo di fronte al rischio che un sistema fiscale pensato per semplificare la vita ai lavoratori autonomi finisca per disincentivare la crescita e alimentare comportamenti opachi, fino all’eventuale ricorso a compensi non dichiarati. Secondo un’indagine di Fiscozen, società che offre servizi per la gestione fiscale delle partite Iva, il 93% dei professionisti vicini alla soglia degli 85 mila euro dichiara di adottare comportamenti difensivi per evitare il passaggio al regime ordinario. Più della metà, il 55%, sceglie di continuare a lavorare rinviando consegne e pagamenti all’anno successivo, mentre




