
di Donatella Tiraboschi
Equilibri associativi e strategie: «Io eletto per decidere senza condizionamenti. Gli eventi? Tutti da valutare»
«Se avessero voluto un gioppino avrebbero preso qualcun altro. Qui erano abituati a gestire le cose diversamente, ma per mandare avanti una fiera ci vuole una governance manageriale. È per questo che hanno scelto me e non uno che poi ha dietro un’associazione che gli dice quello che deve fare. Fosse stato così, non avrei mai accettato». Sul tavolo di cristallo di un’affollata «sala vip» della Fiera di Bergamo, Paolo Agnelli presenta il suo biglietto da visita come nuovo presidente di Promoberg.
A bordo
Lo fa senza compromessi e con iperboli pirotecniche: «Qualcuno mi ha chiesto se non avessi paura ad accettare questo incarico ma sulla nave, che qualcuno mi ha definito una nave pirata, ci sono salito perché le cose vadano fatte come Dio comanda». O piuttosto come comanderà il Cda, al cui più ampio potere decisionale e collegiale Agnelli si è rifatto riavvolgendo il nastro delle ultime settimane. «Confcommercio ha avuto in mano Promoberg fin dalla sua fondazione — dice l’imprenditore —, ma la mia presidenza ha messo d’accordo tutte le altre associazioni il cui obiettivo è far




