di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
La Banca d’Italia conserva negli Stati Uniti oltre il 43% delle riserve auree. Dopo la scelta olandese di ridurre New York, torna il tema della sicurezza e della diversificazione
La banca centrale olandese ha deciso di ridurre drasticamente la quota delle proprie riserve auree custodita a New York, spostando verso Londra parte dell’oro detenuto fino a oggi in Nord America. Tra marzo e agosto De Nederlandsche Bank ha riallocato circa 86 tonnellate: la quota conservata a New York è scesa dal 31,3 al 18,5% del totale, mentre quella di Londra è salita dal 18,1 al 32,1%. A spingere la scelta, ha spiegato l’istituto, sono la crescente «instabilità geopolitica», una migliore distribuzione dei rischi e la necessità di poter utilizzare più rapidamente le riserve in caso di crisi.
La decisione è dell’Olanda, ma la situazione italiana qual è? La Banca d’Italia conserva negli Stati Uniti 1.061,5 tonnellate d’oro, pari al 43,29% dell’intera riserva nazionale: poco meno delle 1.100 tonnellate custodite in Italia e molto più delle 149,3 depositate in Svizzera e delle 141,2 nel Regno Unito. In tutto fanno 2.452 tonnellate. Sulla base delle riserve ufficialmente dichiarate, è la terza riserva aurea nazionale del




