di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Negli Usa i compensi dei ceo toccano nuovi record, spinti dai maxi-premi azionari. L’Europa rincorre Wall Street, mentre in Italia le cifre restano molto più basse
Ottocentoottanta milioni di dollari in quindici anni. Sono i compensi ricevuti da Tim Cook durante la sua lunga stagione alla guida di Apple, cominciata nell’agosto 2011 e terminata il primo settembre con il passaggio del testimone a John Ternus. Nel solo 2025 Apple ha dichiarato per Cook 74,3 milioni di dollari: 3 milioni di stipendio, 57,5 milioni in premi azionari, 12 milioni di incentivi cash e 1,8 milioni di altre voci. E il passaggio alla presidenza esecutiva non lo farà certo uscire dalla fascia dei superpagati: avrà 2 milioni di salario e un premio azionario con un valore obiettivo di 45 milioni per il 2027. Il nuovo ceo Ternus partirà da 3 milioni di stipendio e da un premio azionario target di 55 milioni.
Cifre enormi, che però nell’America delle grandi corporation non rappresentano più un’eccezione. Secondo lo studio Equilar-Associated Press su 337 amministratori delegati dell’S&P 500, nel 2025 il compenso mediano dei ceo è salito a 17,7 milioni di dollari, il 5,9% in più in un




