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Durerà una generazione: perché il nuovo Codice della strada è una svolta per tutti

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Dopo trent’anni, quest’opera di revisione era doverosa per fare ordine in una stratificazione di norme disordinate e per attualizzare il Codice della strada rispetto ai grandi cambiamenti della mobilità.

Il cosiddetto testo-base è stato fatto circolare quest’estate fra oltre cento associazioni di categoria, che dovranno esprimersi entro il 13 settembre. Quattroruote lo ha letto e analizzato in anteprima e dalla pagina 60 del numero di settembre vi illustriamo quelle che, dal nostro punto di vista, sono le novità più interessanti e facciamo alcune proposte che riteniamo migliorative.

Vi anticipo che il nostro giudizio è prevalentemente positivo, ma temiamo che il testo non arrivi all’approvazione così come l’abbiamo conosciuto e come ve lo raccontiamo. Vuoi per i tanti interessi che tocca la riforma, vuoi per un mero calcolo matematico: ogni associazione può presentare cinque proposte che, moltiplicate per cento, fanno cinquecento potenziali richieste.

Il governo ha certamente il dovere di ascoltare tutti, ma anche il diritto di accontentare pochi. Perché cinquecento proposte, anche quando singolarmente ragionevoli, non fanno necessariamente un Codice migliore. La bussola dovrebbe essere una sola: l’interesse generale di chi quelle regole dovrà rispettarle ogni giorno.

Su Quattroruote seguiremo l’iter fino in fondo, con l’auspicio che il confronto resti

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