
I picchi di gennaio sono un lontano ricordo. Guerra, buoni del Tesoro e rialzi della Federal Reserve spingono in basso l’oro. Scendono anche argento e palladio
Viviamo un periodo di estrema volatilità. Persino il bene rifugio per eccellenza, l’oro, sembra ormai assoggettarsi a questa realtà incontrovertibile. Guerra, crisi energetica, IA, rendimenti dei bond alle stelle e debiti pubblici sempre più alti sono tutti fattori dell’equazione di instabilità che stiamo vivendo.
Il crollo dell’oro
Nella giornata di ieri l’oro ha infatti subito un duro colpo, scivolando ai minimi delle ultime nove settimane. Il prezzo spot è sceso fino a 4.107,88 dollari l’oncia, con un calo dell’1,3%, prima di stabilizzarsi nella giornata di oggi intorno ai 4.130.
Nonostante il lieve rimablzo, si tratta di un livello che non si vedeva dall’inizio di agosto, un segnale inequivocabile di come il metallo giallo stia perdendo la sua capacità di attrarre capitali in un contesto macroeconomico a lui sempre meno favorevole.
Ma il dato che fa più riflettere è un altro: il picco storico toccato appena otto mesi fa. Il 28 gennaio 2026, l’oro ha raggiunto il suo massimo assoluto a 5.595,47 dollari l’oncia. Da quel momento, l’oro ha imboccato una traiettoria discendente che




