di Federico Fubini
Stesso livello dei tempi della Guerra mondiale. Ma i cerotti messi da Trump sembrano non tenere. Intanto, Bessent ha provato a far abbassare i rendimenti dei Treasury, ma il suo tentativo è durato solo mezza giornata
L’estate 2026 sarà ricordata come il momento in cui l’amministrazione di Donald Trump iniziò a temere le conseguenze finanziarie delle sue stesse azioni. Oppure come quello in cui iniziò a rendersi conto di non avere gli strumenti per gestire quelle conseguenze, a meno di un’ulteriore distorsione dell’assetto delle istituzioni della democrazia americana. Che Trump e i suoi inizino a temere il costo crescente del debito federale degli Stati Uniti, lo hanno rivelato varie mosse relativamente inattese di queste settimane. La più recente è l’annuncio di Scott Bessent, mercoledì, che presto raddoppierà a circa otto miliardi di dollari i riacquisti di titoli di Stato americani con scadenze fra i dieci e i trent’anni.
Il tentativo di Bessent
La dichiarazione del segretario al Tesoro mirava a far scendere i rendimenti del debito sulle lunghe scadenze. La settimana prima che Bessent intervenisse così, un’asta di bond federali a dieci anni aveva fatto registrare per l’amministrazione i costi in interessi più alti dal




