
Il governo valuta il ritorno alla produzione elettrica da fonte nucleare, ma non c’è ancora nulla di deciso. Ecco come funzionano le centrali, cosa sono gli Amr e in cosa si differenziano dagli Smr
30 giugno 2026 (modifica alle 18:25) – MILANO
La partita potrebbe riaprirsi. Posto – ed è meglio dirlo subito – che di deciso non c’è nulla, e siamo ancora lontani da qualsiasi decisione sull’argomento, negli ultimi tempi il governo italiano ha iniziato a “flirtare” con l’idea di tornare a produrre energia elettrica dal nucleare, a quasi quarant’anni dalla chiusura dell’ultima centrale. Il disegno di legge “Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile”, al Senato in attesa di approvazione, punta a definire un quadro normativo per consentire la produzione di energia nucleare in futuro. Secondo l’ultimo Med & Italian Energy Report, dipendiamo dall’estero per circa tre quarti del nostro fabbisogno energetico, mentre la Francia, anche grazie al nucleare, staziona intorno al 40%. In questa fase ci sono troppi “se” e aspetti in chiaroscuro per parlare di tempi, ma secondo l’Iaea (l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica),




