L’ex nuotatrice azzurra si racconta nella autobiografia “Pulce”: “La mia è una storia piena di onde”
Giornalista
18 settembre – 13:01 – MILANO
La chiamavano Pulce. Un soprannome nato in famiglia e diventato il titolo della sua autobiografia. Novella Calligaris, prima grande campionessa del nuoto azzurro, ripercorre la sua vita dentro e fuori dall’acqua: le medaglie, il rapporto con l’allenatore “Bubi” Dennerlein, il legame con il fratello Mauro, il figlio Luca, ma anche l’anoressia e il dolore per una perdita. Una storia attraversata dal buio e dalla luce, raccontata con la stessa passione travolgente con cui ha affrontato le sue sfide in piscina.
Novella, partiamo dal titolo: perché la “Pulce”? “Era il soprannome che mi aveva dato mio padre Marcello. Tutti i famigliari erano alti, mentre io ero piccola e pure molto vivace”.
Suo fratello Mauro è stato il primo a entrare in Nazionale.
“Vivevamo in simbiosi e tutto quello che faceva lui per me era da imitare. Lo seguivo in tutto, anche quando non mi voleva. Litigavamo tanto, come tutti i fratelli, ma poi c’era un legame indissolubile tra di noi”.
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