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Nordio: «Sul decreto Sicurezza abbiamo rimediato bene. E sulla giustizia ora andiamo avanti. Torni il dialogo con le toghe»

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di Virginia Piccolillo

Il ministro: «Incontrerò Anm e Csm. Dopo il referendum mi sono preso una settimana di meritato riposo. La sconfitta al referendum? Me ne sono subito assunto pubblicamente la responsabilità politica, con tutte le possibili logiche conseguenze. Ero pronto a lasciare, ma non era nell’interesse del governo»

Il decreto Sicurezza è passato e anche il suo correttivo. Ministro Carlo Nordio, è stato un «pasticcio costituzionale»?
«Ma no. È stato un provvedimento sostanzialmente in linea con gli altri Paesi europei, probabilmente redatto senza un’adeguata riflessione formale. Perché nelle leggi la forma è sostanza. Ma abbiamo rimediato in modo soddisfacente».

C’è chi grida all’incostituzionalità del fermo anticipato o della revoca del gratuito patrocinio. Da garantista che ne pensa?
«Polemica vana. Come lo è stata quella sui centri in Albania: l’avvocato generale presso la Corte europea (il nostro pm) ha dato un parere importantissimo: la soluzione italiana è perfettamente in linea con l’ordinamento europeo».

FI le ha scritto sollecitando la ripresa del dialogo sulla giustizia. Una strigliata?
«No, solo una sollecitazione tra alleati. Più che comprensibile, ma superflua».

Perché?
«La settimana scorsa avevamo già concordato, proprio con i sottosegretari di FI e Lega, un cronoprogramma articolato. La riunione è

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