
Le parole di un agente presente sabato 25 luglio al cantiere No Tav in Val di Susa che testimonia quanto avvenuto quando un gruppo degli assaltatori organizzati si è staccato dal corteo
«Allora, praticamente sono arrivati dal cancello che porta ai Mulini, che chiunque è venuto qua al cantiere Tav sa qual è. Sono entrati da lì e hanno serenamente aperto il cancello e sono arrivati da lì e hanno serenamente aperto il cancello. Abbiamo iniziato a sparare i lacrimogeni, ma tanto erano già dentro. Avevano pietre fino al 2029, credo. E hanno dato dato fuoco a tutto. Ci hanno riempito di pietre, che non ne ho mai prese così tante e così grosse. Sono pietre da cantiere di scavo, pietre di 5-6-7 chili; lanciate con la fionda, con le mani, con tutto. Siamo rimasti a prendere le pietre. Non è stata data una carica, non è stato dato nulla. Solo i lacrimogeni che li abbiamo finiti, ne avremo sparati 500. Sono finiti praticamente subito, nessuna carica. Solo prendere pietre. Una schifezza». Sono le parole di un agente presente sabato 25 luglio al cantiere No Tav in Val di Susa che testimonia quanto avvenuto quando un gruppo degli assaltatori organizzati




