
di Virginia Piccolillo
La premier: «Nega l’evidenza». E la segretaria pd attacca: lei ossessionata dal Colle
Mentre la procura di Roma ne accerta i contorni chiaroscuri, sull’attentato a Ranucci, la premier Giorgia Meloni si toglie una soddisfazione covata da mesi. «Chi ha scelto di gettare ombre sul governo e sull’Italia, addirittura davanti a una platea internazionale, oggi non dovrebbe negare l’evidenza: dovrebbe semplicemente chiedere scusa», scrive sui social. E con quel «chi» intende Elly Schlein.
La leader dem all’Aria che tira su La7 smentisce netta: «Non ho mai fatto nessun collegamento fra governo e mandanti, parlavo del fatto che bisogna difendere la libertà di stampa in ogni Paese sennò chi fa quel mestiere è più esposto», minimizza.
Ma Meloni non molla l’osso. E rinfaccia a Schlein il quando, il dove e il cosa disse. A ottobre 2025, davanti al congresso del Pse ad Amsterdam, ricorda, la segretaria del Pd dichiarò: «Voglio esprimere la mia solidarietà a Sigfrido Ranucci, perché ieri è stata trovata una bomba davanti a casa sua. La democrazia è a rischio, la libertà di espressione è a rischio quando l’estrema destra è al governo». E ora, rimarca Meloni, «il 27 luglio 2026,




