La grandezza di uno sportivo, spesso, passa dagli occhi dei bambini. Da come lo aspettano, da come lo guardano arrivare, da quel modo istintivo di trasformare un campione in qualcosa di più vicino a un sogno che a un atleta. È quello che sta succedendo in questi giorni al Foro Italico con Jannik Sinner. Il numero uno del mondo continua a vincere, trascina Roma verso la sua finale e intanto alimenta un entusiasmo che va ben oltre il tennis. Lo racconta meglio di tutto il sorriso di Sofia, la bambina diventata il volto più bello di questi Internazionali. Sofia è una paziente del reparto di Oncologia pediatrica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. E pochi istanti prima della semifinale contro Daniil Medvedev – quella poi valsa a Sinner la finale contro Casper Ruud – si ritrova davanti al tunnel del Centrale accanto ai due giocatori.
Sofia ritrae la mano—
I bambini scelti per accompagnare i tennisti sono già pronti per l’ingresso in campo. Medvedev si avvicina a Sofia e le prende la mano. Lei però la ritrae subito. Il motivo è chiarissimo pochi secondi dopo. Sta aspettando Sinner. Quando Jannik arriva accanto a lei, il volto della bambina cambia



