Il nuovo premier britannico Andy Burnham di Manchester propone il ritorno delle nazionalizzazioni di vari settori economici inglesi.
Qui a New York abbiamo avuto di recente un’ondata di vittorie di socialisti nelle primarie del Partito Democratico. Amici e compagni di partito di Mamdani sindaco di New York, il quale ha compiuto uno dei primi atti veramente qualificanti del suo governo, la città di New York: il congelamento dei fitti per oltre 1.000.000 di abitazioni. Anche Mamdani è favorevole a certe nazionalizzazioni.
Lui, per esempio, aveva proposto come rimedio contro il carovita di creare supermercati di proprietà pubblica di proprietà comunale.
Questo ritorno del socialismo in primo piano in due paesi importanti dell’Occidente, Stati Uniti e Regno Unito, che sono stati tra l’altro le due culle storiche del liberalismo e del liberismo, sembra una novità ad alcuni, oppure sembra una vittoria del modello cinese, visto che abbiamo un grande partito, un comunista al potere a Pechino che governa la seconda superpotenza economica del pianeta.
Ma in realtà il socialismo ha radici profonde sia negli Stati Uniti sia in Inghilterra. E le nazionalizzazioni pure. Bisogna ricordare che le nazionalizzazioni, la creazione di imprese di proprietà dello Stato gestite dall’amministrazione pubblica fu uno




