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Terremoto Volkswagen: 100.000 posti a rischio e 4 fabbriche verso la chiusura

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Non è un semplice restyling, ma una vera e propria operazione a cuore aperto quella che il ceo del Gruppo Volkswagen, Oliver Blume (nella foto sopra), si appresta a presentare al consiglio di sorveglianza il prossimo 9 luglio. Le indiscrezioni trapelate grazie a Manager Magazin dipingono un quadro drammatico per il futuro del colosso tedesco, con un piano di risparmi senza precedenti denominato “Group Target Picture” che punta a raddoppiare i tagli precedentemente annunciati. Se le cifre fossero confermate, ci troveremmo di fronte a una ristrutturazione che cambierà per sempre il volto dell’auto europea.

UNA SCURE SU 100.000 LAVORATORI

Il dato che più colpisce riguarda l’occupazione: si parla di un taglio che potrebbe coinvolgere fino a 100.000 dipendenti in tutto il mondo. Questa cifra mostruosa rappresenta circa il 15% dell’intera forza lavoro globale del gruppo e segna un’accelerazione brutale rispetto ai 50.000 esuberi già ipotizzati a fine 2024. Non si tratterebbe solo di operai: la scure di Blume è pronta a colpire duramente anche i piani alti. Solo nei settori dell’amministrazione e dello sviluppo, si prevede che 5.500 manager su un totale di circa 20.000 perderanno il posto. L’obiettivo finanziario è chiarissimo: abbattere i costi generali di ben 11 miliardi

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