di <b>Xavier Colás</b><br>
Da anni il Cremlino mette in scena incontri con cittadini accuratamente selezionati. Funzionari travestiti da operai, attiviste trasformate in madri addolorate, pescatori che riappaiono a messa accanto al presidente e venditrici sempre troppo presenti
TALLINN (ESTONIA) – Vladimir Putin attraversa una strada e saluta un gruppo di cittadini durante una visita a San Pietroburgo. È il febbraio del 2020. Ha appena deposto dei fiori sulla tomba di Anatolij Sobchak, il sindaco della città per cui lavorò agli inizi della carriera e che fu il suo padrino politico prima dell’ascesa al fianco di Boris Eltsin.
Una donna dall’aspetto trasandato lo interpella senza togliersi il cappuccio: come si può vivere con una pensione d’invalidità di 10.800 rubli, circa 150 euro al cambio dell’epoca? Gli chiede se sa quanto costano i prodotti al supermercato. Putin — per essere un presidente che non possiede un telefono cellulare e trascorre le notti in residenze remote persino interdette al sorvolo — risponde sorprendentemente bene.
Nello stesso momento, Aleksandra, una giovane donna dai lunghi capelli castani e dalle labbra rifatte, ne approfitta per scattarsi un selfie con il presidente e pubblicarlo online accompagnandolo con una didascalia: «Il mio migliore




