
di Patrizia Varone
Un biopesticida a base di Rna sviluppato dall’Enea potrebbe aiutare a fermare l’Aethina tumida, il coleottero invasore che minaccia gli alveari. La molecola colpisce solo il parassita, senza danneggiare le api né lasciare residui nel miele
Le api sono indispensabili. Si stima che circa un terzo del cibo che arriva sulle nostre tavole non esisterebbe senza questo piccolo e operoso insetto. Il loro lavoro di raccogliere il nettare di fiore in fiore permette al polline di essere trasportato e alle piante di riprodursi e fruttificare. Ma l’uso massiccio dei pesticidi, la scomparsa di distese di verde ricche di fiori e vegetazione, i cambiamenti climatici e le specie infestanti hanno, da oltre un decennio, ridotto drasticamente la loro presenza.
Per contrastare gli insetti nemici di questi piccoli impollinatori, e dei loro alveari, un gruppo di ricercatori dell’Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha realizzato e sperimentato un biopesticida senza rischi per l’ambiente e la salute umana.
«L’idea», spiega Salvatore Arpaia, Dirigente di ricerca Enea della Divisione Bioenergia, Bioraffineria e Chimica verde del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili, «scaturisce da due considerazioni. La prima di carattere più generale è la




