di Martina Zambon
Si moltiplicano i grandi brand internazionali a scapito dei piccolo esercenti. Lo studio Nomisma: «Così muoiono le città». Il Veneto peggio della media nazionale
Quasi diecimila negozi di vicinato spariti dal 2015 al 2025 in Veneto. Un’ecatombe, anche rapportata al contesto nazionale dove le perdite totali arrivano a 86 mila unità. Un negozio chiuso su otto, in pratica, era nella nostra regione. Numeri che arrivano dall’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale di Nomisma. L’analisi portata avanti dagli analisti della società bolognese non si limita, però, alla «conta dei danni». Altri dati tratteggiano un’evoluzione sociale in atto. Cresce, ad esempio, il numero degli addetti eppure, abbiamo detto, si contrae la rete distributiva. Il motivo è presto detto: chiudono i negozi di vicinato ma si moltiplicano i grandi brand internazionali che, non solo, spuntano come funghi nella classica versione extra large ma che ormai puntano a un posizionamento nei centri turistici con mini corner da 100-200 metri quadrati al massimo.
I numeri
Lo spettro evocato dai centri storici punteggiati da vetrine spente è la «desertificazione» commerciale che va a braccetto con l’avanzare del degrado urbano. L’unico settore che traina davvero è la ristorazione che




