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Naxos, l’isola delle Cicladi che sorprende fra prodotti locali, borghi e spiagge

Mentre il traghetto manovra per attraccare al porto della Chora, in Grecia, lo sguardo viene subito catturato dalla silhouette solitaria della Portara, l’imponente portale in marmo del tempio incompiuto di Apollo che domina il mar Egeo dal VI secolo a.C. Chi sbarca a Naxos, convinto di ritrovare la classica cartolina cicladica – rocce arse dal sole, casette imbiancate a calce e distese brulle – comprende però, nel giro di pochi chilometri, di trovarsi di fronte a un’isola molto diversa dalle altre Cicladi, anche a tavola. Con i suoi 430 chilometri quadrati, l’isola più grande delle Cicladi non vive di solo mare. Basta lasciarsi alle spalle la battigia per incontrare vallate fertili, uliveti secolari, altipiani coltivati e pascoli montani, dove il profilo austero del monte Zas marca il territorio.

Naxos La Portara, il portale in marmo del tempio incompiuto di Apollo che domina il mar Egeo dal VI secolo a.C.

È nell’entroterra che emerge uno dei caratteri più riconoscibili dell’isola: una tradizione agricola e pastorale antica, che ha plasmato una cucina nella quale la terra, sorprendentemente, ha spesso più spazio del mare. Dalle forme stagionate di Graviera di Naxos ai

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