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Natuzzi, c’è l’intesa sugli esuberi: cassa integrazione al 62% e avanza l’ipotesi Invitalia

di Cesare Bechis

Accordo raggiunto tra il colosso pugliese dei divani e i sindacati per un numero massimo di 1.755 dipendenti delle fabbriche in Puglia e Basilicata

La crisi di Natuzzi, azienda leader del salotto quotata a Wall Street, è a una svolta. Cassa integrazione al 62%, rispetto all’80 chiesto da Natuzzi per un massimo di 1.755 lavoratori sino al prossimo 31 dicembre, e 6 milioni messi sul tavolo dalla società per incentivare gli esodi volontari, con il sussidio erogato dal primo gennaio al 30 settembre 2027 per le uscite entro fine 2026: sono questi i punti essenziali dell’intesa siglata ieri al ministero del Made in Italy tra Natuzzi e i sindacati.

Il futuro

Il futuro industriale, con i punti di maggiore criticità e le strategie da attuare, sarà al centro dell’incontro già programmato il 27 maggio, sempre al Mimit. Qui si discuterà, con Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Uiltucs, Filcams Cgil e Fisascat Cisl, di volumi produttivi, rientro delle produzioni dalla Romania, investimenti, stabilimenti italiani, prospettive occupazionali, e del possibile intervento pubblico con l’ingresso di Invitalia nel capitale.

Restano tuttora in piedi i motivi della crisi dell’azienda, che ha chiuso i conti del 2025

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