
I ricordi del brasiliano: “Giocavo scalzo per strada in Brasile. Vendetti la macchina per comprare il biglietto per l’Italia. A Lanciano ho svoltato trovando un club e l’amore”
G.B. Olivero
20 maggio – 08:59 – MILANO
Il pallone e le arance hanno la stessa forma. Diego Maradona ci palleggiava con naturalezza, senza grosse distinzioni. Adriano Ferreira Pinto, a un certo punto, ha dovuto scegliere: “E ho scelto le arance. Avevo bisogno di lavorare e raccogliendo le arance riuscivo a guadagnare. Il sogno del calcio sembrava svanito. Poi, per fortuna, le cose sono cambiate”. A 46 anni il brasiliano gioca ancora in Promozione con l’Almé dopo aver lasciato la Serie A nel 2013 e aver disputato dieci stagioni in Serie D con il Ponte San Pietro. Il suo percorso è un messaggio per tutti i ragazzi: il futuro si costruisce giorno dopo giorno, dribblando gli imprevisti, inseguendo i propri sogni, ma confrontandosi con la realtà che spesso è diversa da come la si vorrebbe. La storia di Adri è unica. Vale la pena di partire dall’inizio.
Com’è stata la sua infanzia in Brasile?
“Dura. La mia famiglia




