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Mps, perché Lovaglio ha vinto la partita ribaltando le aspettative: la rottura tra Delfin e Caltagirone e le telefonate di Grilli

di Daniela Polizzi

Accordi Banco Bpm ha protetto gli accordi commerciali con Mps sul fronte del risparmio gestito Scommessa Delfin ha scommesso sul manager che ha ottenuto il miglior risultato

Con il voto di ieri si è aperta la grande rottura tra il gruppo Caltagirone e Delfin. Almeno sulla carta, basandosi cioè sui voti di ieri all’assemblea per il rinnovo del cda del Monte dei Paschi. Delfin ha nettamente favorito con il suo voto la lista di Plt e non da meno è stato il ruolo di Banco Bpm che con il suo 3,7% di Mps ha portato l’ex ceo Luigi Lovaglio a riprendere in mano il timone della banca e condurre in porto il suo piano. In pratica, ha fatto un po’ da ago della bilancia. Milleri fa legittimamente le sue scelte, dicono fonti del gruppo romano che ha sostenuto la lista del cda uscente a fianco di tanti investitori istituzionali, tra i quali Vanguard.

Due strade

Le strade quindi si dividono per i due azionisti presenti in Generali (10,05% Delfin, 6,3% Caltagirone), già prima in Mediobanca e dopo l’Opas su Piazzetta Cuccia in Mps (17,5% la prima, 13,5% il secondo). In realtà le indicazioni di voto

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