di Daniela Polizzi e Andrea Rinaldi
L’assise ha votato contro anche la fusione con Mediobanca. Il ceo dell’istituto senese: «La partita non è conclusa. Manca ancora il procedimento Antitrust e solo allora si conoscerà il perimetro effettivo dell’operazione. Il voto di oggi è solo un passaggio non un verdetto finale sul nostro futuro»
SIENA – Si apre con un’affluenza pari al 65,85 l’assemblea del Monte dei Paschi, come ampiamente stimato nei giorni scorsi. Tra gli azionisti sopra la soglia rilevante del 3% Mps annovera Delfin al 17,53%; il gruppo Caltagirone al 12,66%, a fronte della quota del 13,49% che deteneva in occasione dello stacco dell’ultimo dividendo; Blackrock al 4,66%; Banco Bpm al 3,74%, anche tramite Anima (oggi non presente); e Barclays con una partecipazione aggregata del 3,77% (azioni 1%, strumenti finanziari 2,77%). Il nutrito ordine del giorno prevede che prima vengano esaminati i cinque punti della parte ordinaria, a partire dalla nomina dei consiglieri Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, e successivamente i cinque punti della parte straordinaria.
Lovaglio: «Mediobanca non scompare»
La fusione con Mediobanca, l’offerta di scambio con Banco Bpm e quella con Banca Generali rappresentano i punti uno, tre e quattro della parte straordinaria, mentre il




