di Francesco Bertolino e Daniela Polizzi
Il consiglio della holding della famiglia Del Vecchio consegnerà il suo 17,6% a Intesa e boccerà in assemblea il piano difensivo del ceo del Monte Lovaglio. Per cui la strada è ora molto in salita
L’aut aut lanciato da Intesa Sanpaolo ai soci del Monte dei Paschi di Siena ottiene un primo, forse decisivo, effetto. Domenica 4 ottobre il consiglio di amministrazione di Delfin, maggior azionista di Mps con il 17,6%, si è impegnato ad aderire all’offerta per Mps di Intesa che, dopo il ritocco di 25 centesimi per azione annunciato sabato, frutterà alla cassaforte della famiglia Del Vecchio circa 655 milioni e una quota del 3,8% nella banca guidata da Carlo Messina. Di conseguenza, voterà contro il piano difensivo del ceo Luigi Lovaglio nell’assemblea del Monte del 29 ottobre. L’impegno della holding lussemburghese è stato confermato dalla stessa Intesa in una nota.
I «no» al 31%
Il “no” di Delfin si somma a quello di Caltagirone, secondo socio di Mps con il 13,5%, che dalla proposta di Intesa riceverà 513 milioni e il 2,9% del nuovo gruppo bancario. I voti contrari al progetto di Lovaglio salgono così al 31% del capitale, rendendo molto



