di Laura Magna
Robot che entrano dove l’uomo non può, gemelli digitali degli impianti, intelligenza artificiale che ordina decenni di documenti e una rete di competenze che oggi viene studiata anche all’estero. È da qui che Sogin, la società pubblica italiana responsabile del decommissioning nucleare e della gestione dei rifiuti radioattivi, può giocarsi un ruolo nella nuova stagione dell’atomo
Un piccolo robot entra nella zona controllata dell’impianto Eurex di Saluggia, nel Vercellese. Si muove senza operatore a bordo, raccoglie misure radiologiche e contemporaneamente costruisce una mappa digitale dell’ambiente. Il risultato non è soltanto una serie di dati: è una replica tridimensionale del luogo, arricchita dalle informazioni sulla radioattività, che può essere utilizzata per decidere come intervenire, dove mandare gli operatori e come programmare le successive operazioni di smantellamento.
È il progetto europeo CLEANDEM, sviluppato con undici partner di quattro Paesi e coordinato da Sogin per la parte dedicata alla formazione e alle dimostrazioni sul campo.
Sogin è la società interamente controllata dal ministero dell’Economia alla quale lo Stato ha affidato questo compito. Il gruppo conta oltre mille persone e comprende anche Nucleco, specializzata nella gestione dei rifiuti radioattivi e nei servizi legati al decommissioning. Alla fine del 2025




