
Skincare e haircare guidano il processo di concentrazione. La corsa ai brand di nicchia e il ruolo dei fondi di private equity
Non solo la moda. Anche la cosmetica registra un incremento delle operazioni di merger & acquisition. Così, per esempio, E.L.F. Beauty ha acquisito Rhode Beauty, il marchio di skincare e make-up fondato da Hailey Bieber, mentre il gruppo francese del lusso LVMH ha di recente rafforzato il controllo di Maison Francis Kurkdjian, di cui detiene oltre l’80%. Il fenomeno è particolarmente evidente nell’haircare, dove Henkel ha acquistato Olaplex per 1,4 miliardi di dollari e Belle Brands ha rilevato Vegamour, brand specializzato in prodotti clean.
Obiettivo: economie di scala e diversificazione
Da cosa deriva questo processo di progressiva concentrazione? Un motivo risiede nella competitività del settore, che favorisce le economie di scala. Se ben calibrate, le acquisizioni consentono di ottimizzare le risorse e i processi e, in sostanza, di ridurre i costi. Non solo: poter contare su un portafoglio diversificato permette di coprire svariate categorie di prodotto, diversi segmenti di prezzo e molteplici target. In pratica, se un brand performa meno, si compensa con la crescita di un altro.
Focus sulle nicchie
Un altro fattore deriva dall’andamento positivo del




