
di Redazione Spettacoli
George Eastman, nome d’arte di Luigi Montefiori, è stato uno dei volti cult del nostro cinema di generetra western, gli horror di Joe D’Amato (era l’iconico mostro di «Antropophagus») e polizieschi
L’attore e sceneggiatore George Eastman, nome d’arte di Luigi Montefiori, uno degli ultimi giganti del cinema di genere italiano, protagonista di spicco degli «spaghetti western», è morto la notte scorsa a Roma nella clinica «Gemelli Curae», all’età di 83 anni, a seguito dell’aggravarsi del suo stato di salute.
L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla famiglia: lascia i suoi tre figli, Evelina, Arianna e Tommaso, di 36, 31 e 26 anni, la moglie Manuela, ed i suoi due nipoti, Giulio, di 4 mesi, figlio della primogenita Evelina, e Allegra, figlia di Arianna e Mattia Briga, di 2 mesi.
Due metri d’altezza, passato da rugbista, Montefiori aveva faccia da duro scolpita nella pietra e una carriera che ha attraversato numerosi generi – western, horror, thriller, fantascienza post-apocalittica, erotico e televisione popolare – senza mai perdere un grammo di personalità.
E per sfondare sul grande schermo aveva scelto un nome americano, quasi mitologico, preso in prestito dal padre della pellicola fotografica. Nato a




