
di Francesca Basso
L’Uefa apre un procedimento contro la Stella Rossa di Belgrado per i cori intonati dal pubblico: «Generale, gloria eterna e grazie»
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
BRUXELLES – Non si chiuderà in tempi brevi la storia del funerale «con tutti gli onori militari e di Stato» annunciato dal ministro della Giustizia serbo Nenad Vujic per Ratko Mladic, il «boia dei Balcani» condannato all’ergastolo per il genocidio di Srebrenica, crimini contro l’umanità e crimini di guerra commessi durante l’assedio di Sarajevo.
Perché non è chiaro quando la salma rientrerà in Serbia dall’Aia dove Mladic era detenuto (sarà però la famiglia a scegliere il luogo della sepoltura) e per gli strascichi legati agli onori che i suoi sostenitori gli stanno tributando, come dimostra l’episodio che ha coinvolto la squadra serba Stella Rossa giovedì scorso, giorno della morte dell’ex generale serbo-bosniaco. Per una parte della società serba, Mladic resta un eroe nonostante i crimini efferati commessi durante la guerra.
Il Meccanismo residuale dell’Onu — il tribunale penale internazionale che ha assunto le funzioni di quelli per l’ex-Jugoslavia e per il Ruanda — ha annunciato di non poter ancora specificare quando la salma di Mladic sarà consegnata alla Serbia, né




