
di Filippo Mazzarella
Momenti visivi vertiginosi e la celebre colonna sonora di Ennio Morricone
Il 16 maggio 1986 è in concorso al festival di Cannes (lo vincerà; e da noi sarà distribuito solo a ottobre), Mission/The Mission, secondo film del discontinuo regista Roland Joffé dopo il (troppo) celebrato Urla del silenzio/The Killing Fields (1984).
Se l’esordio raccontava la tragedia cambogiana attraverso un linguaggio nervoso e quasi documentaristico, fatto di corpi trascinati nel caos di una Storia inafferrabile, l’opera seconda compie un movimento radicalmente diverso: Joffé tenta infatti di far assumere al proprio cinema la forma di una liturgia, grazie a immagini che non rappresentano più soltanto degli eventi, ma li consacrano e li trasfigurano, esponendoli a una dimensione spirituale che convive parallelamente a quella materiale.
L’azione si svolge nel 1767, ai confini contesi tra impero spagnolo e portoghese: tra le foreste e le cascate dell’Iguazú, il gesuita padre Gabriel (Jeremy Irons) raggiunge una comunità di Guaraní ostile agli europei e riesce a conquistarne la fiducia dando vita a una missione destinata a diventare luogo di convivenza e protezione dei nativi dalla schiavitù e dalle violenze dei coloni.
Nello stesso periodo, il mercenario Rodrigo Mendoza (Robert




