
di Alessandra Coppola
Il genocida di Srebrenica sarà sepolto oggi accanto alla figlia suicida. Attese 350 mila persone
DALLA NOSTRA INVIATA
BELGRADO – Riposerà in pace, Ratko Mladic, lui sì, sotto i pini di questo tranquillo cimitero in pendenza, il cielo limpido e una leggera brezza. Quel che non ha concesso alle sue decine di migliaia di vittime: una morte anestetizzata dal fentanyl nel carcere Onu dell’Aia, a 84 anni; una sepoltura pacifica assieme alla più amata, la figlia Ana, che qui giace dal 1994. Il marmo nero lucidissimo, la foto di una giovane donna che sorride, un lumino così fioco che pare spento, i fiori appassiti nel cellophane, la panchina per i visitatori; una rosa arsa che lo stesso generale potrebbe aver piantato, la passione per il giardinaggio allo stesso modo in cui Hitler amava i cani.
Sotto il terrore dicono che Mladic avesse un cuore di padre per la sua «stella», brillante studentessa di Medicina che avrebbe scoperto durante un viaggio a Mosca la verità sugli eccidi e non avrebbe retto alla vergogna, lo racconta in La figlia la scrittrice Clara Usón. La giornalista croata Slavenka Drakulic, in un libro fondamentale sul processo ai criminali di




