di Paolo Valentino
Nasce a Ovest, esplode nell’Est della Germania, l’ex Ddr. Fino a Siegmund, re dei social, in grado di vincere le elezioni in Sassonia-Anhalt del 6 settembre con il 44,6 per cento dei voti
Quando nel 2022 Friedrich Merz annunciò la sua candidatura alla guida della Cdu, trampolino di lancio per la cancelleria federale, promise che avrebbe «dimezzato l’AfD». Da allora, Alternative für Deutschland non ha mai smesso di crescere. Ieri in Sassonia-Anhalt il partito dell’estrema destra ultranazionalista ha definitivamente smentito l’attuale cancelliere, raddoppiando i voti e conquistando un Land tanto piccolo quanto significativo nella cosmogonia tedesca.
Che poi riesca anche a governarlo, è ancora da vedere. Ma nulla toglie alla madre di tutte le domande: com’è stato possibile? Com’è avvenuto che una formazione politica senza storia alle spalle sia arrivata al successo cavalcando posizioni sempre più radicali e apertamente in contrasto con la Costituzione, scimmiottando un lessico inconfondibilmente mutuato dal nazismo, accarezzando ogni pulsione xenofoba, razzista e antidemocratica?
C’è un primo paradosso. Per quanto radicata e vincente soprattutto nelle regioni dell’ex Ddr dove «il muro nella mente» di cui parlava il mio amico Peter Schneider non è mai veramente caduto, AfD è nata a Ovest, nel




