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Argotec cresce tra Nasa e Difesa: dalla nuova missione MiniCor all’obiettivo Nasdaq

di Alessia Cruciani

Il ceo dell’azienda torinese dei minisatelliti, David Avino, accelera anche sullo Space Weather. «Nel 2026 puntiamo a 100 milioni di ricavi, possiamo produrre fino a 80 satelliti l’anno e vogliamo arrivare a 500 dipendenti»

Dalla Difesa se n’era andato più di trent’anni fa. Alla Difesa è tornato. Non più con la divisa da paracadutista della Folgore ma costruendo piccoli satelliti. Sembra un romanzo la storia di David Avino, 55 anni di Foligno, ingegnere, fondatore e ceo di Argotec a Torino. Nel 1998 aveva lasciato la Folgore, «folgorato» dallo spazio, e oggi la geopolitica ha riportato proprio la sicurezza tra i motori della crescita della sua azienda. «Quello che spingerà l’economia aerospaziale nei prossimi anni saranno anche le attività legate alla Difesa», dice. Nel 2025 il settore valeva già il 27% circa dei ricavi di Argotec «e aumenterà fino al 50%. Le nostre sono tecnologie dual use, utili sia per scopi civili sia per esigenze di difesa».
Prima di Argotec, nata nel 2008, c’è stato molto altro. Lasciato l’Esercito, Avino ha lavorato per l’Esa addestrando astronauti europei, compresi Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano, e si è occupato di ingegneria per la Stazione spaziale internazionale. Fino

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