In questo momento è Ibra a occuparsi dei temi più caldi, in stretto contatto con Cardinale. Con un equivoco di base: può essere scelto il nuovo tecnico senza un nuovo ds?
Giornalista
25 maggio – 13:28 – MILANO
C’è un discorso contrattuale – con la Champions sarebbe scattato automaticamente il rinnovo fino al 2028 – e soprattutto uno “filosofico”: nel momento in cui un allenatore fallisce l’unico, vero obiettivo stagionale, e lo fallisce – anche – per colpe proprie evidenti, diventa chiaro a tutti che non può più restare al timone. L’avventura-bis di Allegri a Milanello era ovviamente iniziata sotto i migliori auspici, con un cronoprogramma semplice: tornare in Champions al primo anno e poi puntare con decisione allo scudetto dal successivo in poi. Nelle idee di tutti, quello con Max avrebbe dovuto essere un progetto a medio-lungo termine, dopo i buchi nell’acqua con Fonseca e Conceiçao. Il Milan invece si ritrova al punto di partenza, in un angosciante gioco dell’oca che pare non voler finire mai. E dunque, adesso, cosa succede in panchina?
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Di Allegri in uscita in realtà si parlava già




