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Mila Pajic: «La Serbia impedisce di conoscere il passato. Non è un candidato europeo all’altezza»

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di Chiara Barison

La studentessa esule protagonista delle proteste di Novi Sad: «Su Mladic nessuno stupore. I giovani? Vittime della propaganda

«La Serbia ha garantito gli onori di Stato a Mladic nel momento in cui un aereo del governo è stato inviato per riportare in patria un criminale di guerra, con a bordo il ministro della Giustizia e con i soldati che lo attendevano in aeroporto per rendere omaggio alla bara avvolta nella bandiera serba». Mila Pajic non si fa confondere dalle decisioni dimezzate della presidenza di Aleksandar Vucic. E non è rimasta stupita nel vedere migliaia dei suoi concittadini che ieri si sono affollati per un ultimo saluto a quello che considerano ancora un eroe. Risponde al Corriere dal suo esilio: ha 24 anni, è la studentessa diventata uno dei volti più riconoscibili delle proteste scaturite dopo il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad che il primo novembre 2024 ha ucciso 16 persone. Il governo accusa lei e altri undici attivisti appartenenti al gruppo Stav (Students Against Authoritarian Rule) e al Movimento dei cittadini liberi (Psg) di aver pianificato il rovesciamento dell’ordine costituzionale. Il processo è in corso, in caso di condanna rischiano di

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