
di Franco Stefanoni
L’imprenditore sosteneva il generale con il think tank Rinascimento nazionale, ma aveva idee liberali e poco compatibili con il pensiero del generale
La direzione disciplinare di Futuro nazionale «ha deliberato l’espulsione dell’iscritto Luca Sforzini, a seguito delle sue ripetute sortite sulla stampa e sui social network foriere di attacchi ad altri iscritti del partito e di descrizioni del movimento del tutto infondate». Luca Sforzini, presidente del centro studi Rinascimento nazionale, era uno dei punti di riferimento per l’elaborazione politica e sociale del movimento di Roberto Vannacci.
Alla drastica decisione di Futuro nazionale, secondo gli uomini del generale in pensione, hanno preso parte lo stesso presidente, Roberto Vannacci, il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, il responsabile organizzativo Edoardo Ziello, e quello del tesseramento Annamaria Frigo. «Se qualcuno pensa di utilizzare Futuro nazionale per le proprie ambizioni personali, volte a saziare appetiti antichi che si prestano alle mire di chi vuole avvelenare e soffocare il partito dall’interno», hanno fatto sapere da Futuro nazionale, «deve sapere che qui ci sono degli anticorpi talmente forti da bloccare qualsiasi tentativo di sabotaggio».
Sforzini, classe 1973, nato a Broni (Pavia), già vicino alla Lega e dirigente Pri, ex presidente




