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Migranti, anche l’Olanda si attiva: faremo trasferimenti in Italia

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di Irene Soave

«Tutti i Paesi rispettino i patti». E la Germania conferma l’ipotesi di «hub» in Uganda

DALLA NOSTRA INVIATA
BERLINO – Si è aggiunta l’Olanda, e sono sei. Un Paese europeo al giorno, negli ultimi giorni, si è unito a un coro — cominciato in lingua tedesca con il caso pilota di tre migranti residenti in Germania — che invoca l’applicazione rigorosa del Geas, il nuovo patto migrazione e asilo. E quindi il rinvio in Italia dei cosiddetti «dublinanti», richiedenti asilo che vivono nel ricco Nord ma sono approdati, in primis, nel nostro Paese. Ieri è toccato all’Olanda. Julia Huisman-de Vries, portavoce del ministero della Giustizia e della Sicurezza dell’Aia, ha detto ieri che «stiamo avviando questo processo anche con l’Italia, sono in corso contatti per definire una procedura efficace».

Ripartire da zero

Nella comunicazione della portavoce, anche un chiarimento non piccolo. «Il Patto sulla migrazione e l’asilo è entrato in vigore il 12 giugno: da quel momento in poi, tutti gli Stati membri sono tenuti a rispettarne le norme». La frase chiave, nel contesto di confusione in cui i rimpatri verso l’Italia si stanno avviando in questi giorni, è «dal 12 giugno»: significa che l’Olanda rimanderà

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