
di Claudio Bozza
Per l’ex governatore pugliese corsa contro il tempo: entro il 27 aprile deve indicare una sede per indossare la toga (dopo 20 anni). La mossa al Csm del suo successore in Regione, ora fiducioso. L’obiettivo di «Michelone» sono le Politiche 2027
Nel palazzo della Regione Puglia, a fianco dell’ufficio di Antonio Decaro, c’è una stanza rimasta sigillata dallo scorso 7 gennaio, giorno in cui si insediò il nuovo governatore. Quell’ufficio era destinato a Michele Emiliano, suo padre politico e predecessore sia alla guida del Comune sia a quella della Regione. Per «Michelone», questo il suo soprannome dovuto alla possanza fisica, «Antonio» aveva infatti preparato una poltrona da consulente speciale (da 130 mila euro annui) per gestire le crisi di grandi imprese e delle acciaierie Ilva, ferita perennemente aperta per i disastri ambientali e occupazionali.
Va precisato che, prima di accettare di candidarsi governatore, Decaro aveva posto come curiosa condizione che il medesimo Emiliano non corresse nemmeno da consigliere regionale semplice, in quanto «Michelone» è temutissimo anche per le decine di migliaia di voti che riesce ancora a gestire. Emiliano, seppur a forte malincuore, accettò: «Per adesso gestirai l’Ilva, così non dovrai tornare in magistratura




