
di Valerio Cappelli
L’attore si racconta nel libro «Una vita pazzesca», in uscita in Italia il 3 novembre per La Nave di Teseo
Il figlio di Spartacus ha messo nero su bianco l’autobiografia «non convenzionale», «Una vita pazzesca», e lo è davvero. Michael Douglas l’ha scritta con Shane Salerno e Michael Fleming Jr. (dal 3 novembre per «La nave di Teseo»). Rivolto al lettore, quest’americano imperfetto di 82 anni, così sincero nel mettersi a nudo, dice: «Se guardaste alla mia vita e diceste, Michael, ne hai passate davvero tante, avreste ragione». Un padre ingombrante, due mogli e il primo matrimonio molto difficile, l’abuso di droghe e alcol, il primogenito Cameron per sette anni in prigione, e un’altra battaglia, vinta, contro il cancro alla lingua. Nel mezzo oltre cento film e serie tv.
L’irraggiungibile Kirk
Suo padre era Kirk Douglas, figlio di un venditore di stracci, immigrato ebreo russo, un eroe di Hollywood, ma per Michael, «una figura irraggiungibile che rimaneva fuori fuoco». Temperamento feroce, «costruì la sua vita sulla pura forza di volontà»; traditore seriale, imprevedibile e rabbioso, «apparteneva alla generazione che alzava le mani». Michael era un bambino timido e circospetto. Kirk, che lo voleva avvocato, scoraggiò




