di Laura Zangarini
Stafano Massini, regista, autore e attore teatrale, porta in scena «Lo Zar», in cui ricostruisce la vertiginosa scalata al potere del presidente russo
«Ho appena ricevuto un alert: dopo anni di censura, repressioni e minacce, ha chiuso Novaja Gazeta, l’ultimo quotidiano di opposizione rimasto in Russia, il giornale su cui scriveva Anna Politkovskaja, assassinata vent’anni fa, l’8 ottobre 2006. Con Anna sono sette i giornalisti di Novaja Gazeta uccisi dopo l’arrivo di Putin al Cremlino».
È sconvolto ma non sorpreso dalla notizia Stefano Massini, regista, attore e autore teatrale, vincitore nel 2022 del prestigioso Tony Award, l’Oscar del teatro Usa, per Lehman Trilogy, unico italiano a ottenere il riconoscimento dal 1947, anno di istituzione del premio. Proprio Vladimir Putin è al centro de Lo Zar, il nuovo spettacolo dell’autore fiorentino, dal gennaio 2025 direttore del Teatro della Toscana: in scena oggi al Teatro Due di Parma, Lo Zar si trasferirà dal 3 al 15 novembre al Piccolo Teatro Strehler di Milano (poi in tournée Bologna, Firenze Genova, Perugia).
Dopo Hitler e Trump, Putin. Cosa racconta «Lo zar»?
«Lo Zar prova a raccontare dove comincia la storia di Putin e cosa lo ha reso




