
di Guido De Franceschi
I familiari dell’equipaggio raccontano che dopo 9 mesi in mare, a causa dello stress (e di molti disservizi), alcuni militari avrebbero cercato di lanciarsi fuoribordo. Il precedente della Uss Ford, dove si era scatenato un incendio e si intasavano i bagni
Una durata del servizio troppo prolungata (e senza prospettive certe sulla data del ritorno a casa). Rarissime soste in porto. Troppe settimane di fila in assetto da combattimento. Carenza di cibo fresco e di acqua. Problemi di igiene. Impossibilità di fare il bucato con regolarità. Difficoltà di comunicazione con le famiglie.
In conseguenza di tutto questo, l’equipaggio della portaerei Abraham Lincoln della Marina degli Stati Uniti, composto da circa 5.000 persone, starebbe manifestando un forte disagio.
L’agenzia di stampa iraniana Wana, citando una non meglio precisata «fonte militare ben informata», sostiene che sulla nave si sarebbero addirittura scatenati dei disordini che avrebbero provocato sette morti e numerosi feriti. Ma, al netto di questa «notizia» – che non trova alcuna conferma, e potrebbe essere un prodotto della propaganda diffusa dal regime di Teheran -, anche alcuni media americani assai più accreditati che si occupano di questioni relative all’esercito, come Stars and




