
D’accordo, la prima scelta in realtà era Iraola, ma non mettiamoci a sottilizzare troppo. Perché poi, quando il dito si è definitivamente fermato sul nome di Amorim, Gerry Cardinale ha deciso che nulla sarebbe stato come prima: l’allenatore avrebbe dovuto essere supportato, protetto e ascoltato in sede di mercato. Un allenatore finalmente al centro del villaggio, e non soltanto un coordinatore tecnico-tattico della rosa. Quando Cardinale ha chiarito il cambio di filosofia ha ricevuto consensi trasversali, perché si trattava di modifiche intriganti. Sono stati sufficienti appena due mesi per rimettere tutto in discussione ma, per come il numero uno di RedBird ha impostato la gestione dell’area sportiva e dell’allenatore, non è ipotizzabile un nuovo reset. Nemmeno se i risultati continuassero a tardare (poi, certo, c’è un limite da non oltrepassare…). Cardinale è legato a doppio filo con Amorim per diversi motivi. Vediamo i principali.




