Con Mario Balotelli ha condiviso lo spogliatoio e alcuni degli anni più importanti del Manchester City. A distanza di tempo, James Milner ha raccontato cosa significasse avere ogni giorno Super Mario come compagno di squadra. Ospite del podcast The Good, The Bad & The Football, l’ex centrocampista inglese ha ricordato soprattutto il lato più imprevedibile dell’attaccante italiano: scherzi, provocazioni e quella continua ricerca di attenzione che, secondo Milner, poteva portarlo a fare qualsiasi cosa pur di farsi notare.
Un racconto che Balotelli ha letto e al quale ha deciso di rispondere. L’italiano non ha contestato ogni parola dell’ex compagno, ma un passaggio in particolare sì: il paragone con un bambino di undici o dodici anni.
Milner e gli anni con Balotelli: “Faceva qualsiasi cosa stupida per attirare l’attenzione”
Milner e Balotelli hanno giocato insieme al Manchester City durante l’esperienza inglese dell’attaccante sotto la guida di Roberto Mancini. Il rapporto tra i due, almeno secondo il racconto dell’inglese, era buono. Condividere quotidianamente lo spogliatoio con Mario significava però anche abituarsi ai suoi comportamenti fuori dagli schemi.
“Sono sempre andato d’accordo con lui, anche se era come avere un bambino di 11-12 anni in squadra. Magari eravamo lì a chiacchierare




