
di Enrico Parola
Daniele Rustioni apre la stagione sinfonica, a ottobre dirige il «Faust» di Gounod
MILANO Nel 2012 Daniele Rustioni aveva ventinove anni: giovanissimo, per salire su un podio importante. Lo fece su quello più prestigioso del mondo lirico, la Scala. Dirigendo La Bohème e due dive quali Gheorghiu e Netrebko.
Nei due anni successivi è stata la volta di Un ballo in maschera e Trovatore. Poi più nulla, per scelta sua. Adesso, dopo dodici lunghi anni, torna alla Scala per inaugurare martedì la stagione sinfonica e per dirigere a ottobre Faust di Gounod.
«Ho sempre considerato la Scala così importante da non poter essere né un trampolino di lancio né una tappa di passaggio, ma un arrivo, il coronamento di un percorso. Quegli inizi non furono cercati, furono il naturale sbocco di vent’anni trascorsi in Scala: dai 10 ai 16 anni ero stato nelle Voci Bianche — avevo fatto uno dei Genietti nel Flauto magico, Muti ci chiese cose volessimo fare e quando gli risposi il direttore mi mise in guardia sulla lunghezza e difficoltà del percorso; poi Accademia — ho diretto L’occasione fa il ladro di Rossini, assistente alla direzione . Noseda




