
di Massimo Franco
Il governo si prepara a celebrare un altro record di longevità: da domani sarà il secondo della storia repubblicana, all’inseguimento di quello di Silvio Berlusconi dal 2001 al 2005
Con orgoglio, il governo si prepara a celebrare un altro record di longevità: da domani sarà il secondo della storia repubblicana, all’inseguimento di quello di Silvio Berlusconi dal 2001 al 2005. Da Palazzo Chigi il sottosegretario di FdI, Giovanbattista Fazzolari, sottolinea che «aver garantito continuità e stabilità rappresenta già un elemento di grande importanza a livello interno e internazionale». Qualcuno potrebbe leggere quel «già» come un «in sé», innalzando la stabilità a valore. Ma la lunga durata è un fatto oggettivo.
Rimane da chiedersi se questa soddisfazione sia l’apice di una traiettoria destinata a proseguire positivamente; oppure se venga un po’ sgualcita da incognite crescenti su quanto potrà accadere di qui al voto del 2027, a prescindere dai record. Soprattutto ma non solo sul piano economico, gli interrogativi sono legittimi. Basta mettere in fila le previsioni sconfortanti di crescita e l’offensiva di opposizioni che avvertono le difficoltà di una maggioranza alle prese con una situazione in peggioramento: tendenza che accomuna l’Italia a molti Paesi europei.




