
di Simone Canettieri
La premier ospite in Grecia dell’editore del Gruppo Antenna e di Repubblica, Kyriakou
DAL NOSTRO INVIATO
NAVARINO (GRECIA) – Il panorama da foto su Instagram può trarre in inganno. Giorgia Meloni si affaccia su questo golfo mozzafiato cullato dal sirtaki, ma si occupa dell’inferno — conseguenze energetiche comprese — della guerra in Iran. E così dice a Teheran di rinunciare al nucleare, ribadisce che lo Stretto di Hormuz deve riaprire senza pedaggi e che l’Italia, quando sarà, è disposta a fare la sua parte con navi cacciamine.
La premier sta qui, in un resort blindatissimo dove la sicurezza chiede i pass anche alle zanzare che svolazzano serene, per rilanciare una suggestione. Quella del Mediterraneo «cerniera» con i Paesi del Golfo. L’immagine del «ponte» dell’Italia con l’America di Trump è stata dunque sostituita.
Meloni annuncia al primo ministro del Kuwait una visita entro dicembre, a quello del Qatar dà disponibilità a compartecipare alla ricostruzione delle infrastrutture della raffineria di gas liquido di Ras Laffan colpita dai missili iraniani con «il sapere tecnologico» di Eni, Snam, Terna e Cipem.
Meloni è sulla punta del Peloponneso, dove terra e mare si specchiano. La premier è ospite




