di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Intismeran, sviluppato con Merck, ha raggiunto entrambi gli obiettivi dello studio su 1.137 pazienti. Potrebbe essere disponibile già nel 2027
Moderna torna al centro della scena grazie alla tecnologia che l’ha resa protagonista durante la pandemia, questa volta applicata alla cura dei tumori. Le azioni dell’azienda statunitense sono arrivate a guadagnare circa il 150% a Wall Street dopo l’annuncio dei risultati positivi ottenuti da Intismeran, un vaccino personalizzato a mRNA contro il melanoma sviluppato insieme a Merck.
L’analisi intermedia dello studio clinico in fase avanzata ha mostrato che il trattamento, somministrato insieme all’immunoterapico Keytruda, ha raggiunto sia l’obiettivo principale di ridurre il rischio di recidiva sia quello secondario di impedire la diffusione del tumore in altre parti dell’organismo, rispetto alla somministrazione del solo Keytruda.
È il primo risultato positivo ottenuto in uno studio avanzato da un vaccino oncologico a mRNA e, secondo le aziende, anche la prima sperimentazione a dimostrare che l’aggiunta di un trattamento personalizzato a Keytruda produce risultati migliori rispetto al solo farmaco nei pazienti ai quali il melanoma è stato rimosso chirurgicamente.
Il vaccino costruito sul tumore del paziente
Intismeran è destinato a persone alle quali è già




