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MediaWorld ai cinesi di JD.com, via libera Ue ma con condizioni: i paletti sull’acquisizione da 2,2 miliardi

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Bruxelles autorizza l’acquisto di Ceconomy, proprietaria di MediaWorld, MediaMarkt e Saturn, ma impone vincoli per dieci anni contro i vantaggi dei sussidi cinesi. I produttori europei temono prezzi aggressivi e una maggiore presenza di marchi cinesi sugli scaffali

MediaWorld finisce nell’orbita cinese dopo il via libera della Commissione europea all’acquisizione della tedesca Ceconomy, proprietaria anche delle catene MediaMarkt e Saturn, da parte di JD.com, uno dei giganti dell’e-commerce cinese. Un’operazione da 2,2 miliardi di euro, annunciata nel luglio 2025, che apre al gruppo asiatico le porte di una delle maggiori reti europee di elettronica di consumo. Ma Bruxelles ha imposto condizioni precise per impedire che i sussidi pubblici ricevuti in Cina si trasformino in un vantaggio sleale sui concorrenti europei.

Il via libera arriva dopo mesi di indagini condotte nell’ambito del regolamento europeo sulle sovvenzioni estere. La Commissione ha accertato che JD.com ha beneficiato di finanziamenti agevolati, incentivi fiscali e contributi pubblici cinesi, potenzialmente in grado di alterare la concorrenza nel mercato unico. L’antitrust europeo ha esaminato anche il sospetto che questi aiuti abbiano consentito al gruppo di offrire un prezzo più elevato per Ceconomy. Ma il rischio individuato da Bruxelles riguarda soprattutto

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