Quanto deve costare un panino? Il conto parte dagli ingredienti, dal personale, dall’affitto e dagli altri costi del ristorante. Ma può comprendere anche una domanda diversa: quanto sono disposti a spendere i clienti di quella zona? È attorno a questo passaggio che negli Stati Uniti si accende il confronto sugli strumenti con cui McDonald’s suggerisce i prezzi ai propri ristoranti. Come riferisce Reuters, nel giorno delle elezioni di mid term, la senatrice Elizabeth Warren e quattro deputati democratici hanno chiesto chiarimenti all’amministratore delegato Chris Kempczinski. Al centro ci sono il funzionamento delle raccomandazioni algoritmiche, i dati utilizzati e l’effettiva autonomia degli affiliati. La richiesta di risposte non costituisce un accertamento di irregolarità.
Prezzi e costi della ristorazione al centro del confronto negli Stati Uniti. McDonald’s difende l’autonomia dei propri affiliati nell’utilizzo degli strumenti di analisi dei listini Che cosa chiedono i parlamentari americani
Il comunicato pubblicato dall’ufficio della senatrice il 3 novembre espone due preoccupazioni: che gli strumenti possano favorire aumenti dei prezzi e che il ricorso a un sistema condiviso possa ridurre l’indipendenza delle decisioni commerciali dei franchisee.
I parlamentari chiedono quali informazioni alimentino le raccomandazioni, se vengano utilizzati




