Poco in campo tra i titolari, sempre fondamentale nel gruppo e nel cuore dei tifosi. Ora tra esigenze di lista e strategie di mercato il suo posto è a rischio
Esistono i leader tecnici e poi i leader e basta. Pasquale Mazzocchi è, senza dubbio, l’anima dello spogliatoio del Napoli. Non esattamente eroe del quarto scudetto, ma comunque fondamentale, come spesso ha spiegato Antonio Conte parlando di “chi ha visto meno il campo”. Il trentenne, originario di Barra, si è fatto apprezzare immediatamente dalla piazza. Arrivato a Napoli nella sessione invernale di mercato della sciagurata stagione del decimo posto, ha rapito subito il cuore dei tifosi azzurri. Nonostante l’esordio da dimenticare, con rosso diretto a quattro minuti dall’entrata in campo (era il 7 gennaio 2024, nella gara in trasferta contro il Torino), Pasquale si è fatto perdonare in fretta. Il suo Instagram è un tripudio di cuori azzurri: “Sei l’anima di questo gruppo”, “Scugnizzo”, “Sei un esempio”, “Insegna agli altri cosa significa indossare questa maglia”. Per Pako, napoletano doc, la maglia azzurra è diventata una seconda pelle. Tanto che nella scorsa primavera non ha desistito, facendosi tatuare l’immagine di Diego Armando Maradona mentre palleggia di testa e sullo sfondo




